Architettura e città. L’Europa tra fine Seicento e prima metà del Settecento.

Il corso di Storia dell’Architettura si propone di approfondire gli strumenti teorici, metodologici e culturali propri della storiografia sull’età moderna (secoli XVII-XVIII). Il corso mira ad analizzare approfonditamente episodi puntuali della storia dell’architettura inseriti nel quadro, ampio e sfaccettato, delle vicende architettoniche e dello sviluppo della città dalla fine del Seicento alla Rivoluzione francese.

Il corso ha per tema la storia dell’architettura e della città in Europa tra XVII e XVIII secolo e in particolare il diffondersi di una cultura architettonica comune alle città capitali dell’assolutismo. Fattori determinanti sono: l’assunzione dell’architettura a strumento centrale di rappresentazione di una idea di stato moderno e di autorità; la normalizzazione dell’insegnamento dell’architettura nell’ambito delle accademie; lo strutturarsi della professione dell’architetto; la sempre più diffusa circolazione di progetti, incisioni, trattati, nonché la frequenza dei viaggi di studio o di lavoro da parte degli architetti. I centri di formazione o di diffusione di questa comune cultura sono, inizialmente, le città di Roma e Parigi, ma già dall’ultimo decennio del Seicento, si affiancano loro, con un ruolo spesso paritario, le altre capitali europee: in particolare Stoccolma, Vienna, Praga, Pietroburgo, Dresda, Berlino, Londra, Madrid, Lisbona e tra le città italiane soprattutto Torino, e poi anche Napoli e Venezia. Specificità dell’arco di tempo preso in esame, difatti, è il venir meno di un univoco primato in materia di cultura e produzione artistica.

Il corso seguirà i diversi percorsi indicati, soffermandosi sopratutto nei luoghi e nei momenti in cui più evidenti appaiono le interrelazioni e gli scambi tra modelli di riferimento, architetti, committenti, programmi, realizzazioni, prassi professionale.